Da Vinci Experience

La mostra

Da Vinci Experience è stata scelta dal Ministero per gli Affari Esteri, la rete degli Istituti italiani di cultura ed Enel per celebrare il più grande genio del Rinascimento tramite gli strumenti della narrazione immersiva.

Curata dalla direttrice del Museo Leonardiano di Vinci, la dottoressa Roberta BarsantiDa Vinci Experience propone un progetto di videomapping a vocazione narrativa incentrato sulla vita e le opere di Leonardo da Vinci.

Il percorso biografico del grande artista del Rinascimento è proposto al pubblico grazie a un concept di immersività olistica in cui il suono circolare esalta l’elemento visivo del racconto. La mostra è arricchita da alcuni esemplari delle macchine progettate da Leonardo, sia a grandezza naturale che in scala, riprodotte sulla base degli schizzi originali dell’artista.

Da Vinci Experience

Gallery

Leonardo Da Vinci

(Anchiano, 15 Aprile 1452 – Amboise, 2 Maggio 1519)

Riconosciuto come il più grande ingegno del Rinascimento, Leonardo fu pittore, scultore, disegnatore, architetto, filosofo, poeta, matematico, anatomista, botanico, musicista, ingegnere civile e militare, urbanista, scienziato.

Figlio illegittimo e primogenito del notaio Ser Piero di Vinci, ebbe un’istruzione piuttosto disordinata e discontinua, a cura del nonno e dello zio paterni. Imparò a scrivere con la mano sinistra e a rovescia, cioè in maniera speculare alla scrittura normale. Secondo il Vasari, nello studio il giovane Leonardo “cominciava molte cose […] e poi l’abbandonava”, ed era invece sempre più evidente il suo interesse nel “disegnare et il fare di rilievo, come cose che gl’andavano a fantasia più d’alcun’altra». Fu allora avviato alla carriera artistica presso la bottega di Andrea del Verrocchio a Firenze. Da quel momento la sua vita cambiò.

Allievi del Verrocchio furono anche Sandro Botticelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio e Lorenzo di Credi. La bottega era luogo di formazione in più discipline artistiche: pittura, le varie tecniche scultoree (su pietra, fusione a cera persa e intaglio ligneo), e persino le cosiddette arti minori. Fu la porta che aprì a Leonardo la strada che avrebbe percorso per il resto della sua vita. Dalla pittura sarebbero infatti derivate le altre attività. Per Leonardo infatti la pittura è scienza, che rappresenta “al senso con più verità e certezza le opere di natura”. E l’indagine delle opere di natura è lo stimolo presente in ogni moto leonardiano. È la curiosità nei confronti delle leggi di funzionamento della natura a spingerlo a ritrarre nel dettaglio i fiori sul prato della sua Annunciazione (1472-1475), come a elaborare una nuova tecnica prospettica, la cosiddetta “prospettiva aerea”, che tiene conto dei fenomeni atmosferici. La stessa curiosità lo spinge ad analizzare le dinamiche degli animali volanti, riempiendo di disegni il Codice sul volo degli uccelli (1505-1506), o a dissezionare i cadaveri umani per compiere studi di anatomia o sulla dinamica dei flussi idraulici.

Ma la genialità di Leonardo si fa presto notare e viene presto contesa: il duca di Milano lo ospita nella sua città, chiedendogli di inventare nuove armi per le sue campagne militari; il gonfaloniere della repubblica Pier Soderini lo vuole a illustrare la più grande sala del Palazzo Vecchio di Firenze; il cardinale Giuliano de’ Medici gli offre una pensione per condurre le sue ricerche scientifiche a Roma; nel 1517 il re di Francia lo invita a unirsi alla sua corte dove potrà lavorare in tranquillità ai suoi progetti.

Ambito dai potenti dell’epoca, Leonardo viaggia per tutta Europa e, offrendo i propri servigi, ottiene i finanziamenti necessari per portare avanti liberamente le sue ricerche. A noi sono meno di venti dipinti riconosciuti come originali di Leonardo, mentre siamo in possesso di 23 codici originali del Maestro, per un totale di 3311 pagine autografe.

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